Vivai
Aree artificialiIl vivaio è un’azienda specializzata nella produzione commerciale di piante e presenta un'attrattività generalmente limitata, che può aumentare significativamente in presenza di specifiche produzioni come piante da frutto: la coltivazione di specie come ciliegi, gelsi e albicocchi può creare, infatti, punti di forte attrazione stagionale durante la maturazione dei frutti.
La produzione di prati in zolle richiede irrigazione e fertilizzazione costante, creando condizioni favorevoli per gli invertebrati.
Le strutture di protezione come serre e reti ombreggianti possono, inoltre, fornire siti di riposo e nidificazione per alcune specie.
Rischio Basso
| distanza | azioni previste |
|---|---|
| 0-3 Km | Monitoraggio |
| 3-8 Km | Nessuna |
| 8-13 Km | Nessuna |
• Gestione specifica per vivai con alberi da frutto
• Monitoraggio regolare dell'avifauna
Nessuna informazione disponibile
Lista dei gruppi specie associati a Vivai
Sono quasi 150 le specie diverse di uccelli impattate dagli aeromobili in Italia dal 2006 ad oggi.
Nella stragrande maggioranza dei casi si tratti di eventi isolati e casuali, tuttavia negli ultimi 10 anni sono andati ad aumentare alcune tipologie di impatti.
Tra queste troviamo gli impatti con il gruccione, un variopinto uccello appartenente ai Coraciformi che si nutre di api e vespe e che si riproduce in colonie anche numerose scavando gallerie in banchi di sabbia o di ghiaia fine. La specie è in forte aumento in tutto il suo areale riproduttivo, grazie al cambiamento climatico che ne favorisce l'espansione.
I mutamenti ambientali e le azioni dell'uomo sono anche alla base dell'incremento di specie che una volta non esistevano negli aeroporti italiani. È il caso dei parrocchetti monaci e di quelli dal collare, due specie di pappagallo chiaramente alloctone e introdotte/scappate artificialmente, che stanno però velocemente colonizzando ampie porzioni di territorio, aeroporti compresi, grazie alla loro adattabilità in termini di habitat e di dieta.
Piccioni, colombacci e tortore dal collare fanno parte del guppo Columbidi.
I piccioni sono animali semi-domestici, che utilizzano le infrastrutture artificiali per portare avanti le covate, che possono anche essere 5-10 l'anno!
La specie è particolarmente attratta dagli aeroporti perchè si nutre di semi e vegetazione che trova abbondantemente nelle aree verdi del sedime.
Diverso è il discorso per il colombaccio. Pesante quasi il doppio di un piccione, (mediamente 500 grammi), quest'uccello è demograficamente esploso negli ultimi vent'anni in tutt'Italia, arrivando a nidificare financo nelle periferie urbane e nei parchi pubblici. Anch'esso è attratto dai prati degli aeroporti, specie se si trovano nelle vicinanze di aree boscate e forestate, suo habitat di elezione.
La tortora dal collare, infine, è una specie invasiva che sta colonizzando tutte le aree dove è presente l'uomo, ma a differenza delle due specie differenti, tende a non aggregarsi e a condurre vita di coppia.
I Columbidi sono tra le specie più impattate dagli aeromobili, insieme a rondoni e gabbiani.
I Corvidi sono uccelli di medie dimensioni caratterizzati dall'essere molto adattabili in termini ambientali, potendo vivere praticamente ovunque.
La loro dieta è onnivora e sono distribuiti in tutta la penisola.
La maggior parte dei Corvidi è tendenzialmente sociale, vivendo in coppie (che si formano dopo un lungo corteggiamento e restano insieme per tutta la vita) o in stormi più o meno temporanei: molte specie si riuniscono in gruppi soprattutto durante la nidificazione o in corrispondenza di fonti di cibo particolarmente abbondanti (grossi alberi in frutto, carcasse di grandi animali, discariche), mostrando territorialità.
La cornacchia grigia è il corvide più comune all'interno degli aeroporti italiani, tuttavia gli impatti con gli aeromobili sono poco frequenti. La specie infatti, come tutti gli appartenenti alla famiglia, è dotata di spiccata intelligenza che gli permette di evitare i pericoli (aerei compresi) senza difficoltà. Ciò anche perchè sono animali longevi e stanziali, che conoscono alla perfezione il territorio in cui vivono.
La gazza ha solo recentemente colonizzato gli scali aeroportuali mentre la taccola, specie fortemente sociale, è meno attratta dal sedime.
Non solo gli uccelli possono creare problemi di sicurezza alla navigazione aerea, ma anche animali terrestri.
Dando per scontato che animali di grandi dimensioni, come cinghiali, caprioli, cani, ecc. possono generare impatti anche catastrofici, va tenuto presente che una volpe, una lepre o un coniglio selvatico possono ugualmente arrecare gravi danni. Questo perchè se un animale viene colpito dalle ruote dell'aeromobile e sbalzato in aria, molto probabilmente, soprattutto se l'aereo è in fase di decollo, verrà risucchiato nei motori che, è bene ricordarlo, sono certificati per resitere a impatti fino a 1,8 chili, ben al di sotto dei 4-5 chili di una lepre.
I pipistrelli, infine, pur essendo mammiferi, volano come gli uccelli. Fortunatamente i pipistrelli italiani sono molto piccoli e pesano pochi grammi, al contrario di quanto avviene in altre aree, come l'Australia, dove le volpi volanti, pipistrelli frugivori e sociali che arrivano a pesare oltre i 700 grammi, costituiscono il pericolo maggiore in termini di wildlife strike.
La gran parte dei piccoli uccelli che frequentano gli aeroporti sono piccoli passeriformi. Si tratta di animali di piccolissime dimensioni che non sono in grado di arrecare danno agli aeromobili in caso di impatto, ma che comunque vengono regolarmente coinvolti nei bird strike.
L'allodola è certamente la specie più comune nelle aree erbose delle piste, insieme a quello che viene genericamente definito passero, ovvero la passera d'Italia (in Italia esistono anche la passera sarda, esclusivamente in Sardegna, la passera lagia, di ambiente steppico e roccioso e la passera mattugia, più legata alle aree boscose).
Soprattutto d'inverno si possono trovare anche stormi di cardellini e verdoni che frequentano le aree verdi in cerca di semi, mentre la ballerina bianca è una specie solitaria che frequenta le aree prative e pavimentate e nidifica all'interno delle infrastrutture aeroportuali.
Tra i Passeriformi rientrano anche le rondini e i balestrucci, trattati a parte insieme al rondone, i Corvidi, che rappresentano un caso a sè stante, e lo storno, a cui è stato dedicato un capitolo specifico, data la peculiarità della specie.
In questo gruppo vengono accomunati i rondoni e gli irundinidi (prevalentemente rondine e balestruccio), perché hanno dimensioni simili e si comportano in maniera analoga, volando sul sedime aeroportuale in cerca di insetti che catturano al volo.
La rondine è la specie che caccia a quote più basse (1-4 metri dal suolo), il balestruccio raggiunge quote intermedie (fino a 100 metri) mentre il rondone, specie esclusivamente aerea, può trovarsi anche 2-3000 metri di quota, soprattutto nelle ore notturne, visto che dorme in volo.
In Italia il rondone è la prima specie causa di wildlife strike, con oltre il 30% degli impatti totali negli ultimi 20 anni. Nonostante ciò non risultano, a livello nazionale, impatti con rondoni che abbiano causato danni particolari agli aeromobili.
La specie è migratrice e si stima che ogni anno oltre dieci milioni di rondoni attraversino l’Italia durante la migrazione. La presenza di alte concentrazioni di rondoni sulle piste degli aeroporti è un fenomeno frequente durante il periodo primaverile - estivo in particolare da aprile a luglio, quando tali uccelli sono presenti sul nostro territorio (il resto dell’anno la specie sverna in Africa equatoriale).
Lo storno è una specie di passeriforme altamente gregaria che vive in stormi molto numerosi, anche di migliaia di individui.
Generalemnte onnivoro si nutre sui prati e dorme in grandi posatoi (roost) notturni composti anche da decine di migliaia di individui.
In aeroporto la specie è pericolosa perchè essendo così gregaria può impattare anche con decine di individui tutti insieme, riuscendo a bloccare i motori di un aeromobile.
Le aree verdi entro il sedime sono una fonte trofica attrattiva per questa specie, ma anche i dormitori, generalmente posizionati su albero, possono creare problemi di sicurezza, soprattutto se a ridosso delle piste. Infine, anche il pendolarismo quotidiano degli stormi tra aree di alimentazione e aree dormitorio spesso in città, soprattutto durante i mesi invernali, quando milioni di storni nord-europei si radunano per svernare in Italia, può rappresentare un pericolo molto serio, anche perchè non è possibile deviare questi flussi. Nel 2008 uno stormo di circa 150 storni ha impattato a Ciampino un aeromobile in fase di atterraggio causando danni molto ingenti.