Impianti di trattamento di acqua potabile

Aree Umide
Gli impianti di potabilizzazione sono strutture progettate per purificare e rendere sicura l'acqua destinata al consumo umano. Questi impianti prendono l'acqua da fonti naturali, come fiumi, laghi, falde acquifere o bacini artificiali, e la sottopongono a vari processi per rimuovere contaminanti e agenti patogeni, garantendo che l'acqua sia conforme agli standard di sicurezza stabiliti per l'acqua potabile.
Tali impianti generalmente presentano un basso potere attrattivo grazie alle loro caratteristiche costruttive e operative chiuse. I processi di trattamento avvengono principalmente in strutture coperte che limitano l'accesso della fauna selvatica alle acque in lavorazione. 
L'assenza di materiale organico e la copertura delle vasche riducono significativamente l'attrattività di questi impianti. 
Le moderne tecniche di progettazione contribuiscono ulteriormente a minimizzare qualsiasi potenziale attrattività.

Rischio Basso
distanza azioni previste
0-3 Km Monitoraggio
3-8 Km Nessuna
8-13 Km Nessuna
• Monitoraggio regolare dell'avifauna

Lista dei gruppi specie associati a Impianti di trattamento di acqua potabile

In questo gruppo rientrano tutti i gabbiani e le sterne. 
Si tratta di uccelli prevalentemente marini che arrivano a pesare anche oltre i 1000 grammi e che vivono in stormi anche molto numerosi. 
Il gabbiano reale zampegialle e il gabbiano comune sono le specie che più di tutte possono trovarsi in aeroporto, attratti dalle aree erbose e dalle piste. 
Mentre il gabbiano comune è presente in aeroporto principalmente durante l'inverno, visto che le colonie riproduttive della specie sono poche e molto localizzate in Italia, il gabbiano reale è invece una presenza costante. Purtroppo, nel corso degli ultimi decenni questa specie, che rappresenta la principale causa di impatti con danni agli aeromobili, ha raddoppiato i propri contingenti riproduttivi per due ragioni: da una parte ha imparato a nutrirsi di immondizia, risorsa trofica onnipresente sul territorio, specie nei pressi delle attività umane, dall'altra ha incominciato a nidificare all'interno delle città e sui tetti. 
Ad oggi in Italia ci sono almeno 60.000 coppie di gabbiano reale, prevalentemente stanziali. A ciò si aggiunge che i gabbiani possono essere molto longevi, superando talvolta i 30 anni di vita in natura.
Gli Aironi, o Ardeidi, sono uccelli di medio-grandi dimensioni, caratterizzati da zampe e collo lunghi e becco generalmente a pugnale. 
Si cibano soprattutto di pesci, anfibi, roditori e insetti che cacciano prevalentemente in habitat legati alle zone umide, come pantani, canneti e boschi igrofili, ma anche sui prati e nei pascoli. 
Negli aeroporti la specie più comune è l’airone guardabuoi, molto gregario, al contrario della maggior parte degli aironi più grandi che sono generalmente solitari. Molto frequenti sono anche la garzetta (forma gruppi di pochi individui al di fuori del periodo riproduttivo), e l’airone cenerino; più raro l’airone bianco maggiore. 
All'interno di questo gruppo è stato inserito, pur appartenendo a un Ordine diverso, il fenicottero, poichè per dimensioni, conformazione, scelta dell'habitat e abitudini può essere assimilabile agli Ardeidi: frequenta, infatti, ambienti acquatici salmastri e costieri, dove si nutre di alghe, crostacei e invertebrati acquatici, che filtra grazie al becco particolare. Questa specie è molto localizzata, e si riproduce solo in Sardegna (Cagliari), in Emilia Romagna, Puglia, Toscana e Sicilia. 
Gli Aironi e il fenicottero sono generalmente coloniali durante il periodo riproduttivo.