Aree con vegetazione erbacea (incluse gariga e steppa)

Aree Naturali e semi-naturali
Le aree con vegetazione erbacea sono territori caratterizzati principalmente dalla presenza di piante erbacee, ossia piante non legnose, come erbe, graminacee, e fiori selvatici. Queste aree presentano un'attrattività moderata principalmente legata alla struttura della vegetazione alta che limita la presenza di molte specie. 
Il terreno generalmente povero riduce la presenza di invertebrati, diminuendo l'attrattività per gli uccelli insettivori. 
Possono rappresentare habitat importanti, invece, per alcune specie di uccelli che nidificano al suolo, ma generalmente con densità limitate. 
La gestione di queste aree, in particolare il regime di taglio, può influenzare significativamente il loro potere attrattivo.


Rischio Basso
distanza azioni previste
0-3 Km Monitoraggio
3-8 Km Nessuna
8-13 Km Nessuna
 • Monitoraggio regolare dell'avifauna

Lista dei gruppi specie associati a Aree con vegetazione erbacea (incluse gariga e steppa)

Piccioni, colombacci e tortore dal collare fanno parte del guppo Columbidi. 
I piccioni sono animali semi-domestici, che utilizzano le infrastrutture artificiali per portare avanti le covate, che possono anche essere 5-10 l'anno!
La specie è particolarmente attratta dagli aeroporti perchè si nutre di semi e vegetazione che trova abbondantemente nelle aree verdi del sedime. 
Diverso è il discorso per il colombaccio. Pesante quasi il doppio di un piccione, (mediamente 500 grammi), quest'uccello è demograficamente esploso negli ultimi vent'anni in tutt'Italia, arrivando a nidificare financo nelle periferie urbane e nei parchi pubblici. Anch'esso è attratto dai prati degli aeroporti, specie se si trovano nelle vicinanze di aree boscate e forestate, suo habitat di elezione. 
La tortora dal collare, infine, è una specie invasiva che sta colonizzando tutte le aree dove è presente l'uomo, ma a differenza delle due specie differenti, tende a non aggregarsi e a condurre vita di coppia. 
I Columbidi sono tra le specie più impattate dagli aeromobili, insieme a rondoni e gabbiani.
I Corvidi sono uccelli di medie dimensioni caratterizzati dall'essere molto adattabili in termini ambientali, potendo vivere praticamente ovunque. 
La loro dieta è onnivora e sono distribuiti in tutta la penisola. 
La maggior parte dei Corvidi è tendenzialmente sociale, vivendo in coppie (che si formano dopo un lungo corteggiamento e restano insieme per tutta la vita) o in stormi più o meno temporanei: molte specie si riuniscono in gruppi soprattutto durante la nidificazione o in corrispondenza di fonti di cibo particolarmente abbondanti (grossi alberi in frutto, carcasse di grandi animali, discariche), mostrando territorialità. 
La cornacchia grigia è il corvide più comune all'interno degli aeroporti italiani, tuttavia gli impatti con gli aeromobili sono poco frequenti. La specie infatti, come tutti gli appartenenti alla famiglia, è dotata di spiccata intelligenza che gli permette di evitare i pericoli (aerei compresi) senza difficoltà. Ciò anche perchè sono animali longevi e stanziali, che conoscono alla perfezione il territorio in cui vivono. 
La gazza ha solo recentemente colonizzato gli scali aeroportuali mentre la taccola, specie fortemente sociale, è meno attratta dal sedime.

I Limicoli sono tutti quei piccoli trampolieri dotati di zampe e becco lunghi che di solito si nutrono nel fango o nei prati umidi alla ricerca di invertebrati e molluschi. 
Il gruppo annovera numerose specie, in gran parte migratrici che prevalentemente svernano in Italia.
Le specie che più frequentemente si trovano negli aeroporti sono le pavoncelle e, in minura molto minore, i pivieri e i corrieri. Eccezione alla regola è l'occhione, un limicolo crepuscolare che vive nelle aree erbose non necessariamente umide. 
I Limicoli sono animali altamente sociali e gregari (escluso l'occhione) che in genere pesano sotto i 500 grammi, ma che possono risultare pericolosi per la navigazione aerea a causa del numero e dell'imprevedibilità del loro volo, in genere molto veloce. 
La pavoncella, un tempo vero e proprio incubo per la sicurezza aerea, è presente in Italia prevalentemente da settembre a fine febbraio, ma negli ultimi anni, a causa della forte riduzione delle popolazioni dell'Europa settentrionale, il numero di animali che sverna da noi sta calando drasticamente.
Non solo gli uccelli possono creare problemi di sicurezza alla navigazione aerea, ma anche animali terrestri. 
Dando per scontato che animali di grandi dimensioni, come cinghiali, caprioli, cani, ecc. possono generare impatti anche catastrofici, va tenuto presente che una volpe, una lepre o un coniglio selvatico possono ugualmente arrecare gravi danni. Questo perchè se un animale viene colpito dalle ruote dell'aeromobile e sbalzato in aria, molto probabilmente, soprattutto se l'aereo è in fase di decollo, verrà risucchiato nei motori che, è bene ricordarlo, sono certificati per resitere a impatti fino a 1,8 chili, ben al di sotto dei 4-5 chili di una lepre. 
I pipistrelli, infine, pur essendo mammiferi, volano come gli uccelli. Fortunatamente i pipistrelli italiani sono molto piccoli e pesano pochi grammi, al contrario di quanto avviene in altre aree, come l'Australia, dove le volpi volanti, pipistrelli frugivori e sociali che arrivano a pesare oltre i 700 grammi, costituiscono il pericolo maggiore in termini di wildlife strike.
La gran parte dei piccoli uccelli che frequentano gli aeroporti sono piccoli passeriformi. Si tratta di animali di piccolissime dimensioni che non sono in grado di arrecare danno agli aeromobili in caso di impatto, ma che comunque vengono regolarmente coinvolti nei bird strike. 
L'allodola è certamente la specie più comune nelle aree erbose delle piste, insieme a quello che viene genericamente definito passero, ovvero la passera d'Italia (in Italia esistono anche la passera sarda, esclusivamente in Sardegna, la passera lagia, di ambiente steppico e roccioso e la passera mattugia, più legata alle aree boscose). 
Soprattutto d'inverno si possono trovare anche stormi di cardellini e verdoni che frequentano le aree verdi in cerca di semi, mentre la ballerina bianca è una specie solitaria che frequenta le aree prative e pavimentate e nidifica all'interno delle infrastrutture aeroportuali. 
Tra i Passeriformi rientrano anche le rondini e i balestrucci, trattati a parte insieme al rondone, i Corvidi, che rappresentano un caso a sè stante, e lo storno, a cui è stato dedicato un capitolo specifico, data la peculiarità della specie.
All'interno di questo gruppo rientrano tutti gli uccelli rapaci diurni (Accipitriformi e Falconiformi), tipicamente caratterizzati dal becco uncinato con una cera morbida che ospita le narici, e zampe forti dotate di artigli affilati ed un presa formidabile, grazie al primo dito opponibile. I rapaci sono quasi tutti carnivori e si nutrono  prevalentemente di mammiferi e altri uccelli, ma anche di rettili, anfibi, pesci e invertebrati. Le dimensioni delle specie sono molto variabili: si va dal piccolo smeriglio che pesa appena 200 grammi, al  grifone, che arriva a 10 chili. Generalmente si tratta di animali solitari, tranne quando sono in migrazione, che cacciano sorvolando tutti i tipi di ambiente in cerca di prede da catturare a terra, come fanno la poiana e il gheppio, o in volo, come fanno il falco pellegrino e il lodolaio. 
Il gheppio è la specie di uccello rapace che più di tutte rientra nelle statistiche del birdstrike. Le motivazioni sono di natura particolare: da una parte è il falchetto più comune sul territorio italiano, dall'altro caccia sui prati e le aree verdi erbose, comuni in tutti gli aeroporti. Il più delle volte, però, non viene investito dagli aeromobili, ma ucciso dal jetblast dei motori, visto che vola solitamente a 2-3 metri da terra.
Lo storno è una specie di passeriforme altamente gregaria che vive in stormi molto numerosi, anche di migliaia di individui. 
Generalemnte onnivoro si nutre sui prati e dorme in grandi posatoi (roost) notturni composti anche da decine di migliaia di individui. 
In aeroporto la specie è pericolosa perchè essendo così gregaria può impattare anche con decine di individui tutti insieme, riuscendo a bloccare i motori di un aeromobile. 
Le aree verdi entro il sedime sono una fonte trofica attrattiva per questa specie, ma anche i dormitori, generalmente posizionati su albero, possono creare problemi di sicurezza, soprattutto se a ridosso delle piste. Infine, anche il pendolarismo quotidiano degli stormi tra aree di alimentazione e aree dormitorio spesso in città, soprattutto durante i mesi invernali, quando milioni di storni nord-europei si radunano per svernare in Italia, può rappresentare un pericolo molto serio, anche perchè non è possibile deviare questi flussi. Nel 2008 uno stormo di circa 150 storni ha impattato a Ciampino un aeromobile in fase di atterraggio causando danni molto ingenti.
I Coraciformi sono uccelli di medie dimensioni caratterizzati da becchi robusti e colorazioni spesso vivaci. In Italia sono rappresentati principalmente dal gruccione e dall'upupa. 
Il gruccione è un uccello dai colori sgargianti specializzato nella cattura di insetti in volo, particolarmente api e vespe. È una specie migratrice che nidifica in colonie scavando gallerie in pareti sabbiose. 
L'upupa è, invece, inconfondibile per il suo ciuffo erettile e il lungo becco ricurvo che usa per cercare insetti nel terreno. È una specie solitaria che nidifica in cavità di alberi o muri. 
Il gruccione può occasionalmente formare gruppi durante la migrazione, mentre l'upupa è sempre solitaria o in piccoli gruppi familiari.
Negli aeroporti questi uccelli non rappresentano un problema significativo per la sicurezza aerea, data la loro presenza sporadica e le piccole dimensioni.
Gli Aironi, o Ardeidi, sono uccelli di medio-grandi dimensioni, caratterizzati da zampe e collo lunghi e becco generalmente a pugnale. 
Si cibano soprattutto di pesci, anfibi, roditori e insetti che cacciano prevalentemente in habitat legati alle zone umide, come pantani, canneti e boschi igrofili, ma anche sui prati e nei pascoli. 
Negli aeroporti la specie più comune è l’airone guardabuoi, molto gregario, al contrario della maggior parte degli aironi più grandi che sono generalmente solitari. Molto frequenti sono anche la garzetta (forma gruppi di pochi individui al di fuori del periodo riproduttivo), e l’airone cenerino; più raro l’airone bianco maggiore. 
All'interno di questo gruppo è stato inserito, pur appartenendo a un Ordine diverso, il fenicottero, poichè per dimensioni, conformazione, scelta dell'habitat e abitudini può essere assimilabile agli Ardeidi: frequenta, infatti, ambienti acquatici salmastri e costieri, dove si nutre di alghe, crostacei e invertebrati acquatici, che filtra grazie al becco particolare. Questa specie è molto localizzata, e si riproduce solo in Sardegna (Cagliari), in Emilia Romagna, Puglia, Toscana e Sicilia. 
Gli Aironi e il fenicottero sono generalmente coloniali durante il periodo riproduttivo.