Porti di pesca

Aree artificiali
I porti di pesca sono infrastrutture costiere specificamente attrezzate per supportare le attività della pesca commerciale e artigianale. Costituiscono un'attrattiva eccezionale per l'avifauna, particolarmente per gabbiani e altri uccelli marini, grazie alla costante disponibilità di risorse alimentari. Le operazioni di pulizia del pesce, scarico del pescato e gestione degli scarti creano numerose opportunità di foraggiamento per le specie opportuniste. 
Le strutture portuali offrono, inoltre, numerosi posatoi sicuri e luoghi di riposo, mentre le acque riparate forniscono zone protette per il riposo notturno. 
La gestione dei rifiuti portuali, spesso complessa, può creare ulteriori opportunità di alimentazione per la fauna.

Rischio Alto
distanza Azioni previste
0-3 Km Mitigazione
3-8 Km Mitigazione
8-13 Km Mitigazione
• Impedire l'accesso al pescato e agli scarti
• Gestione regolare dei rifiuti
• Copertura dei contenitori
• Derattizzazione regolare
• Utilizzo di sistemi di deterrenza acustica
Alghero Fertilia

Riviera del Corallo

Bari Palese Macchie

Karol Wojtyla

Brindisi Casale

Aeroporto del Salento

Catania Fontanarossa

Vincenzo Bellini

Lampedusa

Napoli Capodichino

Ugo Niutta

Olbia

Costa Smeralda

Palermo Punta Raisi

Falcone e Borsellino

Pantelleria

Pescara

Pasquale Liberi

Pisa S. Giusto

Galileo Galilei

Reggio Calabria

Tito Minniti

Rimini Miramare

Federico Fellini

Trapani Birgi

Vincenzo Florio

Trieste

Venezia Tessera

Marco Polo

Lista dei gruppi specie associati a Porti di pesca

Piccioni, colombacci e tortore dal collare fanno parte del guppo Columbidi. 
I piccioni sono animali semi-domestici, che utilizzano le infrastrutture artificiali per portare avanti le covate, che possono anche essere 5-10 l'anno!
La specie è particolarmente attratta dagli aeroporti perchè si nutre di semi e vegetazione che trova abbondantemente nelle aree verdi del sedime. 
Diverso è il discorso per il colombaccio. Pesante quasi il doppio di un piccione, (mediamente 500 grammi), quest'uccello è demograficamente esploso negli ultimi vent'anni in tutt'Italia, arrivando a nidificare financo nelle periferie urbane e nei parchi pubblici. Anch'esso è attratto dai prati degli aeroporti, specie se si trovano nelle vicinanze di aree boscate e forestate, suo habitat di elezione. 
La tortora dal collare, infine, è una specie invasiva che sta colonizzando tutte le aree dove è presente l'uomo, ma a differenza delle due specie differenti, tende a non aggregarsi e a condurre vita di coppia. 
I Columbidi sono tra le specie più impattate dagli aeromobili, insieme a rondoni e gabbiani.
All'interno di questo gruppo rientrano tutti gli uccelli rapaci diurni (Accipitriformi e Falconiformi), tipicamente caratterizzati dal becco uncinato con una cera morbida che ospita le narici, e zampe forti dotate di artigli affilati ed un presa formidabile, grazie al primo dito opponibile. I rapaci sono quasi tutti carnivori e si nutrono  prevalentemente di mammiferi e altri uccelli, ma anche di rettili, anfibi, pesci e invertebrati. Le dimensioni delle specie sono molto variabili: si va dal piccolo smeriglio che pesa appena 200 grammi, al  grifone, che arriva a 10 chili. Generalmente si tratta di animali solitari, tranne quando sono in migrazione, che cacciano sorvolando tutti i tipi di ambiente in cerca di prede da catturare a terra, come fanno la poiana e il gheppio, o in volo, come fanno il falco pellegrino e il lodolaio. 
Il gheppio è la specie di uccello rapace che più di tutte rientra nelle statistiche del birdstrike. Le motivazioni sono di natura particolare: da una parte è il falchetto più comune sul territorio italiano, dall'altro caccia sui prati e le aree verdi erbose, comuni in tutti gli aeroporti. Il più delle volte, però, non viene investito dagli aeromobili, ma ucciso dal jetblast dei motori, visto che vola solitamente a 2-3 metri da terra.
Agli Uccelli acquatici appartengono, tra gli altri, le anatre, le oche, gli svassi, i rallidi e il cormorano. Sono tutte specie strettamente acquatiche, che frequentano le aree umide interne e costiere e i campi limitrofi, nutrendosi di alghe, erba, invertebrati, ma anche di pesce (cormorano) e piccoli vertebrati. 
Sono uccelli di medio-grandi dimensioni, soprattutto in termini di peso (un cigno può pesare anche oltre 11 chili) e per lo più sono animali gregari, che possono formare stormi anche molto numerosi, soprattutto durante l'inverno. 
Le specie che più comunemente possono essere osservate all'interno degli aeroporti sono il germano reale, l'oca selvatica, il fischione e l'alzavola. 
Molti anatidi, svassi e rallidi, incluso il cormorano, presentano nel nostro Paese popolazioni sia migratrici che stanziali, e in genere l'inverno è la stagione che vede più individui aggregati: in questa stagione oltre 1,5 milioni di uccelli acquatici vengono generalmente censiti nelle aree umide italiane.
In questo gruppo rientrano tutti i gabbiani e le sterne. 
Si tratta di uccelli prevalentemente marini che arrivano a pesare anche oltre i 1000 grammi e che vivono in stormi anche molto numerosi. 
Il gabbiano reale zampegialle e il gabbiano comune sono le specie che più di tutte possono trovarsi in aeroporto, attratti dalle aree erbose e dalle piste. 
Mentre il gabbiano comune è presente in aeroporto principalmente durante l'inverno, visto che le colonie riproduttive della specie sono poche e molto localizzate in Italia, il gabbiano reale è invece una presenza costante. Purtroppo, nel corso degli ultimi decenni questa specie, che rappresenta la principale causa di impatti con danni agli aeromobili, ha raddoppiato i propri contingenti riproduttivi per due ragioni: da una parte ha imparato a nutrirsi di immondizia, risorsa trofica onnipresente sul territorio, specie nei pressi delle attività umane, dall'altra ha incominciato a nidificare all'interno delle città e sui tetti. 
Ad oggi in Italia ci sono almeno 60.000 coppie di gabbiano reale, prevalentemente stanziali. A ciò si aggiunge che i gabbiani possono essere molto longevi, superando talvolta i 30 anni di vita in natura.
Gli Aironi, o Ardeidi, sono uccelli di medio-grandi dimensioni, caratterizzati da zampe e collo lunghi e becco generalmente a pugnale. 
Si cibano soprattutto di pesci, anfibi, roditori e insetti che cacciano prevalentemente in habitat legati alle zone umide, come pantani, canneti e boschi igrofili, ma anche sui prati e nei pascoli. 
Negli aeroporti la specie più comune è l’airone guardabuoi, molto gregario, al contrario della maggior parte degli aironi più grandi che sono generalmente solitari. Molto frequenti sono anche la garzetta (forma gruppi di pochi individui al di fuori del periodo riproduttivo), e l’airone cenerino; più raro l’airone bianco maggiore. 
All'interno di questo gruppo è stato inserito, pur appartenendo a un Ordine diverso, il fenicottero, poichè per dimensioni, conformazione, scelta dell'habitat e abitudini può essere assimilabile agli Ardeidi: frequenta, infatti, ambienti acquatici salmastri e costieri, dove si nutre di alghe, crostacei e invertebrati acquatici, che filtra grazie al becco particolare. Questa specie è molto localizzata, e si riproduce solo in Sardegna (Cagliari), in Emilia Romagna, Puglia, Toscana e Sicilia. 
Gli Aironi e il fenicottero sono generalmente coloniali durante il periodo riproduttivo.