Fiume Lambro
Ansa del Fiume Lambro che scorre adiacente alla recinzione aeroportuale.
Rischio
Moderato
Distanza aeroporto
1,16 Km
Corsi d’acqua, canali e idrovie
Aree UmideI canali artificiali, i corsi d'acqua e le idrovie sono strutture idriche create o utilizzate dall'uomo per gestire il flusso dell'acqua, facilitare la navigazione, l'irrigazione, il trasporto o altre attività economiche e ambientali.
I corsi d'acqua includono fiumi, torrenti, ruscelli e altri flussi di acqua che si muovono attraverso il paesaggio, sia naturali che artificiali.
I canali sono corsi d'acqua costruiti dall'uomo. Le idrovie sono vie d'acqua naturali o artificiali che vengono utilizzate per il trasporto di merci e persone.
Tutti questi corsi d'acqua costituiscono importanti corridoi ecologici e fonte di attrazione per numerose specie acquatiche e terrestri: la vegetazione ripariale offre siti di riposo e nidificazione, mentre l'acqua attira specie che necessitano di abbeverarsi o di nutrirsi di pesci e invertebrati.
I corsi d'acqua naturali con sponde vegetate risultano più attrattivi rispetto a quelli regimati o canalizzati e le aree di confluenza e i tratti più lenti sono punti di particolare concentrazione della fauna.
Misure di mitigazione
• Copertura con reti
• Tombatura dei canali
• Mantenimento dell'acqua profonda
• Eliminazione della vegetazione ripariale
• Costruzione di banchine verticali
• Installazione di fili tra le sponde
Lista dei gruppi specie associati a Fiume Lambro
Agli Uccelli acquatici appartengono, tra gli altri, le anatre, le oche, gli svassi, i rallidi e il cormorano. Sono tutte specie strettamente acquatiche, che frequentano le aree umide interne e costiere e i campi limitrofi, nutrendosi di alghe, erba, invertebrati, ma anche di pesce (cormorano) e piccoli vertebrati.
Sono uccelli di medio-grandi dimensioni, soprattutto in termini di peso (un cigno può pesare anche oltre 11 chili) e per lo più sono animali gregari, che possono formare stormi anche molto numerosi, soprattutto durante l'inverno.
Le specie che più comunemente possono essere osservate all'interno degli aeroporti sono il germano reale, l'oca selvatica, il fischione e l'alzavola.
Molti anatidi, svassi e rallidi, incluso il cormorano, presentano nel nostro Paese popolazioni sia migratrici che stanziali, e in genere l'inverno è la stagione che vede più individui aggregati: in questa stagione oltre 1,5 milioni di uccelli acquatici vengono generalmente censiti nelle aree umide italiane.
In questo gruppo rientrano tutti i gabbiani e le sterne.
Si tratta di uccelli prevalentemente marini che arrivano a pesare anche oltre i 1000 grammi e che vivono in stormi anche molto numerosi.
Il gabbiano reale zampegialle e il gabbiano comune sono le specie che più di tutte possono trovarsi in aeroporto, attratti dalle aree erbose e dalle piste.
Mentre il gabbiano comune è presente in aeroporto principalmente durante l'inverno, visto che le colonie riproduttive della specie sono poche e molto localizzate in Italia, il gabbiano reale è invece una presenza costante. Purtroppo, nel corso degli ultimi decenni questa specie, che rappresenta la principale causa di impatti con danni agli aeromobili, ha raddoppiato i propri contingenti riproduttivi per due ragioni: da una parte ha imparato a nutrirsi di immondizia, risorsa trofica onnipresente sul territorio, specie nei pressi delle attività umane, dall'altra ha incominciato a nidificare all'interno delle città e sui tetti.
Ad oggi in Italia ci sono almeno 60.000 coppie di gabbiano reale, prevalentemente stanziali. A ciò si aggiunge che i gabbiani possono essere molto longevi, superando talvolta i 30 anni di vita in natura.