Cava Concrete e Cava Galloro

Serie di bacini d'acqua derivati da attività di cava sottofalda.

Rischio
Moderato
Distanza aeroporto 4,16 Km

Cave e aree estrattive

Aree artificiali
Le cave e le aree estrattive sono siti specifici dove avviene l'estrazione dalla terra di materiali naturali, utilizzati per scopi industriali, edilizi e di produzione. Questi materiali includono pietre, sabbia, ghiaia, argilla, minerali e altre risorse geologiche- Queste aree creano involontariamente habitat artificiali molto attrattivi per diverse specie di uccelli, particolarmente quelle rupicole. 
Le pareti verticali create dall'attività estrattiva riproducono perfettamente l'habitat naturale di specie come taccole e piccioni, che vi stabiliscono frequentemente colonie numerose. I cumuli di materiale estrattivo, specialmente se sabbioso o ghiaioso, attirano specie come gruccioni e topini che vi scavano i nidi. 
L'eventuale presenza di acqua, dovuta all'intercettazione della falda, aumenta notevolmente l'attrattività del sito richiamando anche specie acquatiche. 
Nelle cave abbandonate, la diminuzione del disturbo antropico favorisce ulteriormente l'insediamento stabile della fauna.

Misure di mitigazione

• Utilizzo di sistemi di deterrenza acustica
• Impiego di cannoncini a gas
• Uso di falchi addestrati
• Utilizzo di cani addestrati
• Monitoraggio regolare dell'avifauna

Lista dei gruppi specie associati a Cava Concrete e Cava Galloro

Piccioni, colombacci e tortore dal collare fanno parte del guppo Columbidi. 
I piccioni sono animali semi-domestici, che utilizzano le infrastrutture artificiali per portare avanti le covate, che possono anche essere 5-10 l'anno!
La specie è particolarmente attratta dagli aeroporti perchè si nutre di semi e vegetazione che trova abbondantemente nelle aree verdi del sedime. 
Diverso è il discorso per il colombaccio. Pesante quasi il doppio di un piccione, (mediamente 500 grammi), quest'uccello è demograficamente esploso negli ultimi vent'anni in tutt'Italia, arrivando a nidificare financo nelle periferie urbane e nei parchi pubblici. Anch'esso è attratto dai prati degli aeroporti, specie se si trovano nelle vicinanze di aree boscate e forestate, suo habitat di elezione. 
La tortora dal collare, infine, è una specie invasiva che sta colonizzando tutte le aree dove è presente l'uomo, ma a differenza delle due specie differenti, tende a non aggregarsi e a condurre vita di coppia. 
I Columbidi sono tra le specie più impattate dagli aeromobili, insieme a rondoni e gabbiani.
Agli Uccelli acquatici appartengono, tra gli altri, le anatre, le oche, gli svassi, i rallidi e il cormorano. Sono tutte specie strettamente acquatiche, che frequentano le aree umide interne e costiere e i campi limitrofi, nutrendosi di alghe, erba, invertebrati, ma anche di pesce (cormorano) e piccoli vertebrati. 
Sono uccelli di medio-grandi dimensioni, soprattutto in termini di peso (un cigno può pesare anche oltre 11 chili) e per lo più sono animali gregari, che possono formare stormi anche molto numerosi, soprattutto durante l'inverno. 
Le specie che più comunemente possono essere osservate all'interno degli aeroporti sono il germano reale, l'oca selvatica, il fischione e l'alzavola. 
Molti anatidi, svassi e rallidi, incluso il cormorano, presentano nel nostro Paese popolazioni sia migratrici che stanziali, e in genere l'inverno è la stagione che vede più individui aggregati: in questa stagione oltre 1,5 milioni di uccelli acquatici vengono generalmente censiti nelle aree umide italiane.
In questo gruppo rientrano tutti i gabbiani e le sterne. 
Si tratta di uccelli prevalentemente marini che arrivano a pesare anche oltre i 1000 grammi e che vivono in stormi anche molto numerosi. 
Il gabbiano reale zampegialle e il gabbiano comune sono le specie che più di tutte possono trovarsi in aeroporto, attratti dalle aree erbose e dalle piste. 
Mentre il gabbiano comune è presente in aeroporto principalmente durante l'inverno, visto che le colonie riproduttive della specie sono poche e molto localizzate in Italia, il gabbiano reale è invece una presenza costante. Purtroppo, nel corso degli ultimi decenni questa specie, che rappresenta la principale causa di impatti con danni agli aeromobili, ha raddoppiato i propri contingenti riproduttivi per due ragioni: da una parte ha imparato a nutrirsi di immondizia, risorsa trofica onnipresente sul territorio, specie nei pressi delle attività umane, dall'altra ha incominciato a nidificare all'interno delle città e sui tetti. 
Ad oggi in Italia ci sono almeno 60.000 coppie di gabbiano reale, prevalentemente stanziali. A ciò si aggiunge che i gabbiani possono essere molto longevi, superando talvolta i 30 anni di vita in natura.