Valle Marciana
Valle naturale di 15 ettari con una ricca varietà di flora e fauna locali. La zona ospita una diversità di piante, uccelli e insetti.
Rischio
Alto
Distanza aeroporto
4,48 Km
Colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti e frutti minori)
Aree AgricoleLe colture permanenti sono terreni agricoli dedicati alla coltivazione di piante perenni, che non vengono, cioè, sradicate dopo ogni raccolto, ma restano produttive per molti anni. Si tratta di frutteti, vigneti e oliveti che presentano un'attrattività fortemente legata ai cicli stagionali. Il periodo di massima attrattività coincide, infatti, con la maturazione dei frutti, quando diverse specie di uccelli frugivori vengono richiamate in gran numero.
La gestione del suolo sotto le piante influenza, invece, la presenza di invertebrati e conseguentemente di uccelli insettivori, mentre le strutture di sostegno possono fornire posatoi.
I sistemi di irrigazione e la fertilizzazione contribuiscono a creare, inoltre, condizioni favorevoli per diverse specie.
Misure di mitigazione
• Installazione di barriere fisiche/reti
• Uso di serre in plastica
• Installazione di teli protettivi
• Sistemi di dissuasione acustica
• Impiego di sistemi visivi
Lista dei gruppi specie associati a Valle Marciana
Lo storno è una specie di passeriforme altamente gregaria che vive in stormi molto numerosi, anche di migliaia di individui.
Generalemnte onnivoro si nutre sui prati e dorme in grandi posatoi (roost) notturni composti anche da decine di migliaia di individui.
In aeroporto la specie è pericolosa perchè essendo così gregaria può impattare anche con decine di individui tutti insieme, riuscendo a bloccare i motori di un aeromobile.
Le aree verdi entro il sedime sono una fonte trofica attrattiva per questa specie, ma anche i dormitori, generalmente posizionati su albero, possono creare problemi di sicurezza, soprattutto se a ridosso delle piste. Infine, anche il pendolarismo quotidiano degli stormi tra aree di alimentazione e aree dormitorio spesso in città, soprattutto durante i mesi invernali, quando milioni di storni nord-europei si radunano per svernare in Italia, può rappresentare un pericolo molto serio, anche perchè non è possibile deviare questi flussi. Nel 2008 uno stormo di circa 150 storni ha impattato a Ciampino un aeromobile in fase di atterraggio causando danni molto ingenti.