Povegliano Veronese

Area rinaturalizzata con bosco planiziale e prato.

Rischio
Moderato
Distanza aeroporto 5,78 Km

Aree protette terrestri

Aree Naturali e semi-naturali
Le aree protette terrestri sono porzioni di territorio designate per conservare la biodiversità, proteggere gli ecosistemi e salvaguardare specie animali e vegetali a rischio di estinzione o vulnerabili.
Rappresentano ecosistemi complessi che offrono condizioni ideali per numerose specie, ma raramente concentrano grandi numeri di specie problematiche per la sicurezza aerea. 
La gestione orientata alla conservazione della biodiversità favorisce una distribuzione equilibrata delle specie piuttosto che concentrazioni massive. 
Tuttavia, la protezione del territorio può influenzare i movimenti della fauna e creare corridoi ecologici che intersecano le rotte aeree.

Misure di mitigazione

• Attuazione di strategie mirate con supporto scientifico
• Accordi con enti di conservazione
• Intensificazione delle misure antivolatili in aeroporto
• Monitoraggio stagionale dell'avifauna

Lista dei gruppi specie associati a Povegliano Veronese

I Corvidi sono uccelli di medie dimensioni caratterizzati dall'essere molto adattabili in termini ambientali, potendo vivere praticamente ovunque. 
La loro dieta è onnivora e sono distribuiti in tutta la penisola. 
La maggior parte dei Corvidi è tendenzialmente sociale, vivendo in coppie (che si formano dopo un lungo corteggiamento e restano insieme per tutta la vita) o in stormi più o meno temporanei: molte specie si riuniscono in gruppi soprattutto durante la nidificazione o in corrispondenza di fonti di cibo particolarmente abbondanti (grossi alberi in frutto, carcasse di grandi animali, discariche), mostrando territorialità. 
La cornacchia grigia è il corvide più comune all'interno degli aeroporti italiani, tuttavia gli impatti con gli aeromobili sono poco frequenti. La specie infatti, come tutti gli appartenenti alla famiglia, è dotata di spiccata intelligenza che gli permette di evitare i pericoli (aerei compresi) senza difficoltà. Ciò anche perchè sono animali longevi e stanziali, che conoscono alla perfezione il territorio in cui vivono. 
La gazza ha solo recentemente colonizzato gli scali aeroportuali mentre la taccola, specie fortemente sociale, è meno attratta dal sedime.

La gran parte dei piccoli uccelli che frequentano gli aeroporti sono piccoli passeriformi. Si tratta di animali di piccolissime dimensioni che non sono in grado di arrecare danno agli aeromobili in caso di impatto, ma che comunque vengono regolarmente coinvolti nei bird strike. 
L'allodola è certamente la specie più comune nelle aree erbose delle piste, insieme a quello che viene genericamente definito passero, ovvero la passera d'Italia (in Italia esistono anche la passera sarda, esclusivamente in Sardegna, la passera lagia, di ambiente steppico e roccioso e la passera mattugia, più legata alle aree boscose). 
Soprattutto d'inverno si possono trovare anche stormi di cardellini e verdoni che frequentano le aree verdi in cerca di semi, mentre la ballerina bianca è una specie solitaria che frequenta le aree prative e pavimentate e nidifica all'interno delle infrastrutture aeroportuali. 
Tra i Passeriformi rientrano anche le rondini e i balestrucci, trattati a parte insieme al rondone, i Corvidi, che rappresentano un caso a sè stante, e lo storno, a cui è stato dedicato un capitolo specifico, data la peculiarità della specie.
In questo gruppo rientrano tutti i gabbiani e le sterne. 
Si tratta di uccelli prevalentemente marini che arrivano a pesare anche oltre i 1000 grammi e che vivono in stormi anche molto numerosi. 
Il gabbiano reale zampegialle e il gabbiano comune sono le specie che più di tutte possono trovarsi in aeroporto, attratti dalle aree erbose e dalle piste. 
Mentre il gabbiano comune è presente in aeroporto principalmente durante l'inverno, visto che le colonie riproduttive della specie sono poche e molto localizzate in Italia, il gabbiano reale è invece una presenza costante. Purtroppo, nel corso degli ultimi decenni questa specie, che rappresenta la principale causa di impatti con danni agli aeromobili, ha raddoppiato i propri contingenti riproduttivi per due ragioni: da una parte ha imparato a nutrirsi di immondizia, risorsa trofica onnipresente sul territorio, specie nei pressi delle attività umane, dall'altra ha incominciato a nidificare all'interno delle città e sui tetti. 
Ad oggi in Italia ci sono almeno 60.000 coppie di gabbiano reale, prevalentemente stanziali. A ciò si aggiunge che i gabbiani possono essere molto longevi, superando talvolta i 30 anni di vita in natura.
Gli Aironi, o Ardeidi, sono uccelli di medio-grandi dimensioni, caratterizzati da zampe e collo lunghi e becco generalmente a pugnale. 
Si cibano soprattutto di pesci, anfibi, roditori e insetti che cacciano prevalentemente in habitat legati alle zone umide, come pantani, canneti e boschi igrofili, ma anche sui prati e nei pascoli. 
Negli aeroporti la specie più comune è l’airone guardabuoi, molto gregario, al contrario della maggior parte degli aironi più grandi che sono generalmente solitari. Molto frequenti sono anche la garzetta (forma gruppi di pochi individui al di fuori del periodo riproduttivo), e l’airone cenerino; più raro l’airone bianco maggiore. 
All'interno di questo gruppo è stato inserito, pur appartenendo a un Ordine diverso, il fenicottero, poichè per dimensioni, conformazione, scelta dell'habitat e abitudini può essere assimilabile agli Ardeidi: frequenta, infatti, ambienti acquatici salmastri e costieri, dove si nutre di alghe, crostacei e invertebrati acquatici, che filtra grazie al becco particolare. Questa specie è molto localizzata, e si riproduce solo in Sardegna (Cagliari), in Emilia Romagna, Puglia, Toscana e Sicilia. 
Gli Aironi e il fenicottero sono generalmente coloniali durante il periodo riproduttivo.